Rapporto di prova e certificato di analisi: alcune riflessioni (dal Notiziario ISS)

Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità 2021;34(2):12-15

Rosa Draisci (1), Carolina Ferranti (1), Luca Palleschi (1), Nausicaa Orlandi (2), Damiano Manigrassi (2), Sonia D’Ilio (1), Luca Fava (1), Roberta Lavalle (1), Flavio Ciesa (3), Carola Dominici (4), Celsino Govoni (5), Tommaso Pappalardo (6) e Paola Ranzuglia (7)
1 Centro Nazionale Sostanze Chimiche, Prodotti Cosmetici e Protezione del Consumatore, ISS
2 Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici
3 Agenzia Provinciale per l’Ambiente e la Tutela del Clima, Provincia Autonoma di Bolzano – Alto Adige
4 Sezione Provinciale di Rieti, Dipartimento Prevenzione e Laboratorio integrato, Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Lazio
5 Azienda Unità Sanitaria Locale di Modena, Dipartimento di Sanità Pubblica, Servizio Sanitario Regionale Emilia-Romagna, Assessorato Politiche per la Salute, Regione Emilia-Romagna
6 Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente, Provincia Autonoma di Trento
7 Dipartimento Provinciale di Macerata, Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale delle Marche

RIASSUNTO – Per le attività previste dai Piani Nazionali di Controllo per l’attuazione dei Regolamenti n. 1907/2006
(REACH – Registration, Evaluation, Authorization and Restriction of Chemicals) e n. 1272/2008 (CLP – Classification,
Labeling and Packaging) sulle sostanze chimiche e miscele in commercio, l’Accordo Conferenza Stato-Regioni n. 88/2015
stabilisce i criteri per l’armonizzazione delle prestazioni dei laboratori ufficiali di controllo riferendosi al Rapporto di
Prova (RdP) per la presentazione dei risultati delle attività analitiche. In tale contesto, è emersa la necessità di chiarire
le differenze tra Certificato d’Analisi e RdP alla luce delle norme vigenti in materia, essendo il chimico sollevato dalla
responsabilità per alcune fasi del processo analitico.

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