La normativa sui tatuaggi

La crescente popolarità della pratica del tatuaggio e del PMU registrata negli ultimi anni, e l’elevata disponibilità di prodotti reperibili on-line, sono state motivo di preoccupazione per la salute pubblica circa la sicurezza di tali prodotti correlata alla presenza di sostanze chimiche potenzialmente pericolose e/o agenti microbiologici. Una volta iniettati nella cute, pigmenti possono liberare ammine aromatiche, alcune delle quali sono classificate come CMR secondo il Regolamento europeo N.1272/2008 (CLP) ponendo possibili rischi per la salute del consumatore. Oltre ai pigmenti, altre sostanze chimiche presenti nei tatuaggi, sia come ingredienti che come impurezze, sono vietate nei prodotti destinati al consumo che entrano in contatto diretto con la pelle dalla legislazione riguardante settori diversi, ad esempio dal Regolamento Cosmetici N.1223/2009, oppure dalle restrizioni nel tessile sulle ammine aromatiche presenti nell’Allegato XVII del Regolamento N.1907/2006 (REACH).

A tutt’oggi non esiste una regolamentazione specifica e armonizzata nel settore tatuaggi/PMU.

Nel 2003, il Consiglio d’Europa ha pubblicato una risoluzione su tatuaggi e PMU (ResAP on tattoos and permanent make-up), sostituita successivamente dalla CoE ResAP(2008)1, che intende contribuire all’armonizzazione della legislazione nel settore della salute pubblica e del consumatore stabilendo i requisiti e i criteri per la sicurezza di questi prodotti.

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