Regolamento (UE) 2017/852 sul mercurio – Misure per la gestione sostenibile dell’amalgama dentale in ortodonzia

Nell’Unione Europea, il Regolamento (UE) 2017/852, che attua gli obiettivi della Convenzione di Minamata, ratificata per limitare l’uso e il rilascio di mercurio nell’ambiente, prevede, all’articolo 10, misure per la gestione sostenibile dell’amalgama dentale in odontoiatria. In base a tale norma a decorrere dal 1° luglio 2018 l’amalgama dentale non può più essere utilizzata per le cure di denti decidui, le cure dei minori di età inferiore a 15 anni e delle donne in stato di gravidanza o in periodo di allattamento; a decorrere dal1 gennaio 2019 l’amalgama può essere usata solo in forma incapsulata pre-dosata, mentre è vietato l’uso del mercurio in forma libera da parte degli operatori del settore. Tra i nuovi obblighi è previsto, inoltre, che gli studi dentistici dovranno raccogliere i residui delle vecchie otturazioni che vengono rimosse e l’obbligo di un corretto stoccaggio e smaltimento di questi rifiuti.

L’Italia ha recepito la nuova normativa europea anticipando il divieto di utilizzo di mercurio libero nell’amalgama dentale al 1° gennaio 2018, rispetto al primo luglio come previsto dal Regolamento sopra citato.

L’amalgama dentale è un materiale composito a matrice metallica usato in odontoiatria conservativa per otturazioni e ricostruzioni dirette. L’amalgama dentale contiene un 50% di mercurio che è usato come legante per tenere insieme una polvere di altri metalli tra cui rame, zinco e stagno ed è oggetto da decenni di discussione per la sua potenziale tossicità per la salute e per l’inquinamento ambientale che può comportare il suo utilizzo.

Secondo l’OMS (2005) alcuni studi medici dimostrano che non esistono limiti di sicurezza sotto ai quali non ci sono effetti del mercurio. Il mercurio odontoiatrico, inoltre, rappresenta anche una fonte di inquinamento perché contamina le acque (dagli scarichi degli studi odontoiatrici e dai liquidi organici dei portatori di amalgama), l’aria (attraverso i vapori di mercurio eliminati dalla bocca dei portatori di queste otturazioni) e il terreno (sepoltura, cremazione); il mercurio può rappresentare, inoltre, un rischio professionale per gli operatori del settore odontoiatrico [UNEP and WHO 2014. Promoting the phase down approach of dental amalgam in developing countries].

La Food and Drug Administration statunitense (FDA) nel mese di luglio 2009, ha emesso una norma riguardante:

  • la classificazione del mercurio da classe I (minore rischio) a classe II (maggiore rischio);
  • amalgama dentale classificata classe II;
  • un documento di orientamento per i controlli speciali per l’amalgama dentale che identifica i rischi per la salute dell’amalgama dentale e raccomanda misure di mitigazione per fronteggiare tali rischi.

Ulteriori informazioni utili potete trovarle visitando il sito FDA

Ad oggi è stato stimato che dopo vent’anni dalla formazione dell’otturazione, circa l’80% del mercurio non sia più presente nell’amalgama delle otturazioni e che quindi sia stato assorbito dall’organismo. Cosa che può avere conseguenze anche sulla salute stessa dell’individuo interessato all’intervento odontoiatrico a base di amalgama dentale.

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